Ama con riserva 

Fidati con prudenza

Ascolta la pelle

Questa foto fa parte di alcuni scatti di Mara Zamuner per un suo progetto che non ha ancora un nome perché è ancora in corso. La cosa certa è che ha a che fare con la pelle, con le tracce della pelle, quelle cicatrici che segnano prima l’anima e poi l’epidermide. L’altra cosa certa è che ci siamo confrontate spesso sul dolore e sull’amore. 

La vitiligine, che disegna a suo gusto forme strane sulla mia pelle, per me non è un dolore ma una forma d’amore disinteressato che, come una mappa, mi indica inconsueti luoghi geografici da scoprire. 

Per esempio, la mia schiena è un arcipelago e io mi muovo lì in mezzo alla ricerca della mia Itaca, come spesso mi ricorda un amato poeta. Questa pelle [che mi è capitata addosso per contenere altro, essenza/anima/natura] è in simbiosi con l’interno più di quanto immaginassi, e col tempo ho compreso che troppo spesso i miei errori sono stati il frutto di una sensazione sottovalutata, di un brivido incompreso. Perché la mente, mente. E noi le diamo troppo potere, ci affidiamo al ragionamento per giustificare situazioni, relazioni, paure. 

La pelle non lo fa. 

La pelle avvisa. 

Vibra davanti all’amore e trema di fronte a ciò che è sbagliato, inadeguato al nostro sentire.

Oggi questa foto si è riaffacciata al cospetto della mia memoria, ho pensato che volesse dirmi qualcosa. Perché, anche se la testa è impegnata nel lavoro [e quanto vale per una donna l’indipendenza economica] e occupata a progettare qualcosa di bello [è fondamentale nutrire la propria essenza] e a fare la spesa, il pensiero non si scolla dai nomi delle vittime di femminicidio, ché quando li leggi, nome e cognome e data di morte, non sono più 105 diventano un milione + una quantità di dolore che non so immaginare. 

Allora riguardo la mia pelle e le chiedo di continuare a stare in contatto con l’esterno, a mandare impulsi, a valutare le sensazioni che la mente non comprende per troppi dati da elaborare. 

Siamo sopraffatti da parole e immagini, sì.

Riusciremo in tale centrifuga di messaggi a decodificare l’sos lanciato dal nostro corpo? Mi auguro di sì.

Ama senza misura.

Fidati.

Ascolta.

Una parte di me continua a sussurrarle.

Lascia un commento