Un libro, una collaborazione.

Ci sono due amiche, ex colleghe di lavoro, appassionate di fotografia e con un libro in comune nella libreria; e poi ci sono due amici che si dilettano a parlare di libri. Se a questo sommiamo che le quattro persone, per gli strani zigzag delle linee della vita, già si conoscono, non può che nascere una buona idea.

Incipit: durante il lockdown di primavera, Silvia Stival e Stefanella Ebhardt decidono di raccontare il “loro” territorio, il Veneto, in un profilo Instagram chiamato @youlovenetoo; a maggio il nome si trasforma in @thepost.o con l’intento di indagare il modo in cui si sta modificando la percezione dello spazio, sconfinando dai limiti regionali, a causa di un evento di carattere mondiale e che, proprio per le dimensioni assunte, lascerà un segno, minerà le certezze e porrà (forse) nuove domande. Cercare quindi un posto che rappresenti le variazioni imposte e imprevedibili di questo 2020 ha trovato la sua identità nel profilo del social che più rappresenta, a oggi, il XXI secolo; così, a metà giungo il progetto #speciedispazichallenge viene ufficializzato, raccontando le sinergie e presentando il libro di Geroges Perec, invitando le persone a entrare nella community e a partecipare mensilmente al tema proposto dalla challenge con ciò che la creatività del momento ispira loro: una foto, un’illustrazione, uno scritto.


Focus: il progetto gode della struttura perfetta del libro di Perec, edito da Bollati Boringhieri con la traduzione di Roberta Delbono, poiché i capitoli, 12 + 1, indagano lo spazio [1] da ogni sfaccettatura possibile e immaginabile, in maniera così eccentrica e meticolosa, che pochi altri -se non in un’indagine di Maigret- sarebbero stati capaci di fare. Dicevamo, 12 + 1, anzi 1+ 12, ovvero un capitolo d’apertura dedicato alla pagina bianca perché, come l’autore spiega nelle avvertenze, l’oggetto di questo libro non è esattamente il vuoto, sarebbe piuttosto quello che vi è intorno, o dentro e si spinge poi in una ricerca che zooma al contrario, l’inquadratura parte dal micro per giungere al macro spazio in 12 titoli che sembrano i 12 numeri dell’orologio oppure i 12 mesi dell’anno o i 12 segni dello zodiaco…insomma, inevitabile supporre che la brillantezza ossessiva dello scrittore francese non abbia calcolato l’incrocio dello spazio con il tempo!

Idea: in che modo LIB(R)ERIAMOCI collabora al progetto? Proponendo prospettive, suggestioni e suggerimenti… insomma, altre letture! Il contributo che abbiamo immaginato sta nel seguire l’itinerario topografico di George Perec e nel proporre una perlustrazione variopinta, fuori dal luogo dell’autore in senso stretto, ma lungo traiettorie varie che ci porteranno a bazzicare altri posti, tutti appartenenti alla nostra meravigliosa letteratura italica.

L’ultimo video propone la lettura di uno dei tanti libri di viaggio di Paolo Rumiz, Appia, la madre di tutte le strade, che lo scrittore ha percorso a piedi nel 2015, 612 chilometri in 29 giorni e oltre un milione di passi, come scrive nell’incipit:

L’abbiamo ricoperta di tangenziali, parcheggi, supermercati, campi da arare, cave, acciaierie, sbarrata con cancelli, camuffata con cento altri nomi, presa talvolta a picconate peggio dell’Isis.

Abbiamo lasciato che quattro quinti del monumenti del tratto Romano finissero in mano a privati.

Ma lei resisteva, testardamente. Si ostina a indicare una direzione nel cuore del Mediterraneo.

Ci lanciava segnali. 

Dagli anni del Grand Tour in poi si sono accorti di lei urbanisti, storici, archeologi, fotografi, scrittori, giornalisti, pubblici amministratori.

Ma essa chiedeva qualcosa di più semplice e modesto.

Essere lasciata in pace. Essere percorsa, vissuta.

E così un giorno una pattuglia di esploratori ha sentito il suo richiamo, è partita per rifarla. A piedi, dall’inizio alla fine.

Il loro viaggio -il nostro viaggio- si è concluso in data 13 giugno 2015, a 2327 anni dall’inizio dei lavori di costruzione, dopo 612 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi.

Quel cammino ha portato alla tracciatura del percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza.

L’Appia.

Capitolo 6 | La strada – Appia | Paolo Rumiz

Nel canale You Tube trovare anche:

Capitolo 1 | La pagina – reading

Capitolo 2 | Il letto – Alberto Trentin propone L’Arminuta | Donatella Di Pietrantonio

Capitolo 3 | La camera – Alberto Trentin propone Tutta la vita | Alberto Savinio

Capitolo 3bis | La camera – Alberto Trentin propone Piccoli addii | Giovanni Mariotti

Capitolo 4 | L’appartamento – Chiara Stival propone Tutto male finché dura | Paolo Zardi [2]

Capitolo 4bis | L’appartamento – Chiara Stival propone A misura d’uomo |Roberto Camurri e Il mare è rotondo di Elvis Malaj

Capitolo 5 | Il palazzo – Alberto Trentin propone Quer pasticciaccio brutto de via Merulana |Carlo Emilio Gadda


[1] potete trovare un’interessante riflessione sullo spazio qui

[2] incontrai Paolo Zardi (anche) nel giugno 2018, potete leggere l’intervista qui

Conoscete qualcuno di questi libri?

Avete altri suggerimenti? Se sì, scriveteci!

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