In occasione delle attività promosse durante la mostra DIAGONALI////COVERS, abbiamo organizzato un incontro in cui Andrea Serio e Andrea Ferraris hanno raccontato la loro strada, quella che li ha condotti sulla via del fumetto.
Lascio qui alcuni spunti, una mescolanza tra discorsi fatti e interventi del pubblico, e un breve elenco che risponde alla domanda di Danilo: cinque fumetti da leggere assolutamente, quali?
Abbiamo iniziato il talk prendendo spunto da una frase di Umberto Eco “quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese”, parole che possono sembrare una provocazione del grande studioso ma forse sottendono una verità che sfugge. Già alla fine degli anni ’60, Eco osservava come nei mass media l’espressione «fumetti» viene sempre scritta tra virgolette e aggiungeva che, quindi, non è ancora una buona parola della lingua italiana. Fortunatamente, a più di mezzo secolo di distanza, possiamo dire che le virgolette sono state tolte, fumetto è diventato un termine comune e la strada del fumetto, pur con qualche saliscendi o curve e controcurve, si è allargata.
Leggere fumetti richiede effettivamente un impegno diverso dalla lettura di un romanzo o un racconto, pensiamo semplicemente al fatto che l’attenzione dell’occhio si sposta continuamente dall’immagine alla scrittura, dal contesto visivo alla parola. Il fumetto chiede contemporaneamente questa doppia abilità al lettore come all’autore, e forse è proprio questa l’immensa capacità del fumettista, immaginare una storia, vederla per disegnarla ed estrarre dall’alambicco dei colori poche, pochissime, parole.
Come spiegano Ferraris e Serio [non ricordo chi dei due, ma fondamentalmente uno conferma le parole dell’altro] il disegno mantiene quella sua natura primordiale ovvero l’essenzialità della narrazione: un cielo buio o un cielo stellato raccontano da sé una diversa suggestione; una finestra aperta non ha la necessità di un dialogo; un telefono che suona o una sedia in mezzo a un vicolo rappresentano da soli interi capoversi. Ma come si scrive/disegna un fumetto? Ci è stato raccontato un anedotto divertente per cui a tale domanda un fumettista dai tratti geniali ha risposto improvvisi ma è più verosimile dire sangue e sudore! Il fumetto, come altre forme di narrazione, richiede una struttura, uno storyboard in cui convergere il pensiero che poi diventa tratto e colore.
Si è parlato anche di paesaggio, un po’ perché ospiti in terra fenogliana dove le langhe tracimano di storie raccontate e da raccontare, e un po’ perché l’ambiente naturale, urbano o subacqueo è probabilmente il protagonista principale di questo genere, tant’è che si può immaginare una “storia a fumetti senza persone” e pensare che funzioni.
Più o meno nell’ultimo decennio, la strada del fumetto è diventata meno tortuosa, le case editrici scovano nuovi talenti, gli eventi comics sono sempre più frequentati (troppo?) e probabilmente Eco avrebbe maggiore soddisfazione a scrivere le sue riflessioni sul fumetto come linguaggio di una trasformazione socio-culturale. Si sa, la strada si fa nell’andare.
I consigli di Andrea Serio e Andrea Ferraris, mescolati tra loro e in ordine del tutto casuale:
Andrea Pazienza, tutto ma soprattutto Pentothal
David Mazzucchelli, Asterios Polyp
Davide Reviati, Sputa tre volte
Gipi, La mia vita disegnata male e S.
Christophe Blain, Isaac il pirata
Manuele Fior, Cinquemila chilometri al secondo
Sergio Toppi, Il collezionista e Sharaz-De
Lorenzo Mattotti, Fuochi e La Zona Fatua
e, fuori onda, anche Maus di Art Spiegelman, Portugal di Cyril Pedrosa e Blankets di Craig Thompson.
Infine, il consiglio che posso dare io è quello di leggere Nausicaa. L’altra Odissea, Rapsodia in blu e Gauloises di Andrea Serio e Una zanzara nell’orecchio, La lingua del diavolo e Temporale di Andrea Ferraris.
Il suggerimento che diamo tutti e tre è leggere La Revue Dessinée Italia, rivista trimestrale di giornalismo a fumetti dove trovate articoli di grande qualità di giornalisti, scrittori e disegnatori.
p.s. Una zanzara nell’orecchio sarà presto nelle sale cinematografiche… stay tuned!
p.p.s. cliccando qui rimando a YT dove potete vedere la versione in film disegnato di Nausicaa. L’altra Odissea, presentato come Evento di Apertura della 32. Settimana Internazionale della Critica di Venezia (2017), nella sezione SIC@SIC. Scritto e diretto da Bepi Vigna, prodotto da Zena Film, disegni Andrea Serio, grafica e animazione Lorenzo Visi e Patrizia Principi, musiche originali Matteo Martis, sound design Romeo Scaccia, voce narrante Mariano Rigillo














