Sono sempre stata incuriosita dall’uso delle parole straniere nella lingua italiana, termini che entrano a far parte di un linguaggio comune, anche se a volte improprio rispetto al senso originale. Karma e mantra sono quelle più in voga di stirpe orientale, parole antichissime, millenarie, parole sanscrite. Karma è diventato sinonimo di destino ma è un adattamento sintetico perché il karma, secondo l’etimologia e il significato originale, è composto da tutte le azioni passate e da tutte le azioni future, e richiede quindi una certa disciplina dell’agire, non lascia le azioni abbandonate al caso. Con questa curiosità ho guardato Karma Clima, film omonimo dell’album dei Marlene Kuntz, con la regia di Michele Piazza.

Trovo che, oltre alla bellezza del progetto in sé e alla meraviglia dell’equilibrio tra l’umano e la natura che il regista ha saputo creare, il valore assoluto del docu-film sta nella coerenza tra il dire e l’agire, tra l’osservazione dell’essere arrivati fin qui e la progettazione e dimostrazione di riuscire a creare qualcosa di diverso. Da questo punto di vista, il film è una visione consigliata non solo ai fan dei Marlene Kuntz ma a tutti coloro che cercano esempi di stili di vita affini alla sostenibilità ambientale.

Il lungometraggio di Michele Piazza segue le tracce dell’esperienza dei Marlene Kuntz in tre residenze d’artista nel cuneese, precisamente nei comuni di Ostana, Piozzo e nella borgata Paraloup; in quel periodo la ricerca testuale e musicale, gli incontri con la gente e con altri artisti e, soprattutto, il contatto costante con l’ambiente naturale e antropizzato nel rispetto del territorio, hanno dato vita all’album Karma Clima e alla sua registrazione itinerante.

Ciò che mette in relazione il progetto della band con il progetto Diagonali è il modo d’intendere l’arte, è quella tensione a trasformare l’arte di per sé in arte come ricettacolo d’attenzione e, come afferma Cristiano Godano, megafono per evidenziare-sviluppare-allertare temi altri, che possiamo ricondurre a quella generica ma preziosissima definizione di “bene comune”. Le parole di Michele Piazza, che hanno introdotto la visione del film a Brescia, sono significative e raccontano molto bene il trait d’union dei due progetti artistici.

Sono convinto che l’Arte, se fortemente voluta dall’artista o dagli artisti coinvolti, abbia il potere di occuparsi di questioni sociali e ambientali. È un mezzo potentissimo per stimolare la coscienza delle persone. Anche i Marlene Kuntz, con la loro musica, si sono assunti la responsabilità di fare da megafono sul problema del cambiamento climatico.

Personalmente, ho avuto la fortuna di assistere al processo creativo del progetto Karma Clima, seguendo la band durante le registrazioni del disco. Questa esperienza mi ha anche permesso di conoscere da vicino alcune realtà montane del Piemonte che hanno dimostrato la capacità di ricrearsi e rinnovarsi. E ciò è possibile grazie a individui che si impegnano in prima persona.

Abbiamo il potere di fare scelte.

Possiamo scegliere cosa e chi sostenere, decidere se aderire o meno a determinati stili di vita e optare per cambiare le nostre abitudini a favore di un rinnovamento e miglioramento. Il sottotitolo del docufilm è tratto da un verso di una delle canzoni di Karma Clima: “Il mondo brucia, e noi?”. È questa la domanda che mi pongo spesso e che vorrei condividere con voi. Stiamo facendo del nostro meglio per contribuire al miglioramento delle condizioni della collettività e dell’ambiente/natura, che forse dovremmo iniziare a considerare come parte integrante di noi stessi? Credete che le scelte individuali possano avere un impatto significativo a livello globale? Con queste domande, vi invito a godervi il documentario, sperando che possa servire come piccolo stimolo per la riflessione.

Anch’io, come Michele, sono convinta che l’arte, in tutte le sue varie forme e declinazioni, è e rimane uno strumento per avvicinare le persone ad altre persone, per trasformare concetti che sembrano lontani in idee più facilmente avvicinabili e riconoscibili. Allo stesso modo, ogni espressione artistica è in grado di intervenire nella vita quotidiana riportando alla mente pensieri che altrimenti divengono sfuggenti, perché spesso la vita viene sopraffatta dalla velocità e dalle cose da fare. L’arte ha il potere di fermarci e di invitarci a guardare/pensare/comunicare.

Allora un’illustrazione o una canzone o un film riesce a mostrare quanto possa essere semplice immaginare che il diverso è possibile, che la questione ambientale e il cambiamento climatico non sono qualcosa di astratto ma toccano le nostre vite, e per questo compiere delle azioni piccole ma concrete può effettivamente intervenire nel processo di cambiamento.

Il progetto DIAGONALI //// COVERS continua a espandersi, l’iniziale desiderio di unire più punti possibili, coinvolgere e attivare un sentire che trasforma le diagonali in diagonali circolari si realizza a piccoli passi e questa circolarità mette in contatto persone e nuove idee; è fondamentale contestualizzare i concetti per renderli meno astratti e far sì che ciascuno di noi possa fare una piccola ma significante parte per contrastare la comune idea che non si può fare nulla: non è così, si può sempre fare qualcosa.

Per la tappa bresciana della mostra, un grazie speciale va quindi a Michele Piazza e ai Marlene Kuntz per la partecipazione che trova risonanza nelle parole di Luca Lagash Saporiti: «condividere l’idea di un processo creativo che vuole parlare di una circolarità, non solo economica, ma di nuovi sistemi che possiamo portare nella nostra vita quotidiana, per provare a trasformare certi meccanismi […] Karma Clima è un processo che cerca di inserirsi in dinamiche e in contesti quasi nascosti, ma che nella loro dimensione essenziale vogliono portare un messaggio che superi quello dei grandi player, che sembra solo uno slogan pubblicitario».

La proiezione al Cinema Nuovo Eden è stata organizzata in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, Flash Future Film e Freecom Hub. Karma Clima è disponibile sulla piattaforma Nexo TV.

Qui, un breve video di Lagash per Diagonali, registrato da Michele Piazza i primi giorni di dicembre 2023 a Berlino.

© Michele Piazza

2 thoughts

  1. Ciao Chiara, condivido in pieno le tue riflessioni. Io nella mia piccola quotidianità cerco, prima di tutto, di godere di ogni “cosa bella” che mi si offre e cerco, nella cura delle mie relazioni personali, di trasmettere questa idea “del bello”, che passa attraverso l’arte, attraverso le nostre azioni pratiche e attraverso le nostre parole con gli altri.
    Grazie, un abbraccio

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