Dove sta lui di casa, una camera che era un ripostiglio, non c’è luce elettrica. La sera accende una candela. La poggia su una sedia, dice che deve stare bassa perché la luce vuole salire. Dice pure che la candela illumina il buio, non lo scaccia. Al fuoco dello stoppino il bicchiere di vino nel vetro piglia luce dentro, l’olio splende, il pane sente il fuoco e si mette a profumare. Che altro vi mangiate, chiedo. La cipolla, dice, quant’è bella vicino alla candela, viene voglia di baciarla anziché tagliarla. Poi ci mette l’origano, il sale luccica mentre lo fa cadere dal pizzico d dita sul piatto davanti al lume.

[tre parole: Napoli, bumeràn, diario]

Napoli: Montedidio è il nome di un quartiere napoletano il cui brulichio sale dai vicoli fino ai tetti, gli odori e le voci si propagano per le strade che dall’alto di Montedidio scendono fino alla Marina, Napoli è viva in queste pagine perché è «l’unica città del mondo dove la morte si vergogna di esistere».

bumeràn: il boomerang è un regalo ricevuto dal ragazzo, voce narrante del romanzo, e assurge a simbolo della sua metamorfosi, nel corpo e nel cuore. Ogni sera sale sul tetto per allenarsi a lanciarlo, ma non lo lascia mai andare per davvero, gli serve per misurare la forza e il coraggio; compie un rito per fortificare il cambiamento in atto.

diario: ogni pagina è la narrazione di un giorno o di un fatto o di un personaggio che il ragazzo annota in un rotolo di carta; può scrivere in italiano perché «è zitto e ci posso mettere i fatti del giorno, riposati dal chiasso napoletano», dialetto che si ascolta dalla bocca di mast’Errico, di don Rafaniello, di mamma e babbo e di Maria.


Montedidio è il primo libro che ho letto di Erri De Luca, poi di fila ne lessi altri tre, o forse quattro, nel tempo quasi tutti, ma questo, per me, rimane il capolavoro dello scrittore. Ogni pagina -raramente la scrittura avanza nella pagina successiva- è una fotografia. De Luca esprime al meglio la sua grandezza nella leggerezza di immagini che si sovrappongono alla lettura del testo. L’io narrante mostra i personaggi che si muovono nel suo quotidiano con particolari infinitesimali, a volte solo una frase, dettagli che proiettano gli esseri umani in alta definizione.

Erri de Luca, Montedidio, Feltrinelli Editore, 2003.


Memories

7 thoughts

      1. ma quale vergogna? ci sono così tanti libri e così poco tempo! un’amica mi regalò questo libro e va a lei il merito della mia conoscenza dell’autore. Se lo leggerai fammi sapere, a me sono piaciuti molto anche Tu, mio e Tre cavalli. Ciao e grazie per questi scambi!

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