Ci si può “sentire” una città?

Io penso di sì, e me l’ha suggerito un’amicizia di Instagram, perché -con mia grande sorpresa- si possono coltivare anche amicizie virtuali, in cui lo scambio va oltre il contatto visivo e fisico (un abbraccio, due baci sulla guancia all’incontro, un’aperitivo), condizione a cui mi sto abituando.

Senza approfondire la questione che si aprirebbe a lunghe digressioni, torno alla risposta: sì, io spesso mi sento Venezia. Venezia per me non è una città, è una poesia. L’ho detto altre volte, lo ripeto, lo sottolineo. Venezia è una sorta di condizione umana in cui si riflettono innumerevoli stati d’animo, che si esprimono in immagini.

Il periodo, strano e straniante che viviamo, mette a dura prova l’amore per la poesia, per la realtà, per la nostra identità. Eppure, in tale sfondo, due ore a zonzo, senza meta ma con un appuntamento più o meno fissato, sono stati un toccasana. E mentre mi perdevo e mi ritrovavo nel dedalo di calli, mi è tornato in mente un progetto e così, con il pretesto di partecipare a #speciedispazichallenge, sono rimasta immersa nella città.

Le condivido qui, perché condividere la bellezza, in taluni casi, è salvifico.

p.s. ma quanto bella è???

[anche se deserta, anche se silenziosa in modo surreale]

7 thoughts

  1. Venezia è una meraviglia assoluta.
    Le città ci parlano e ci ispirano. Assolutamente d’accordo. Credo di essere Bologna, questa città mi rappresenta, libera, grassa, sporca, triste, eppure aperta e capace ancora d’amore. Credo di aver desiderato di essere Londra in passato affascinata dal mito della capitale inglese, poi avrei voluto essere elegante e raffinata come Parigi e austera e alternativa come Berlino. Fuori Europa San Francisco e New Orleans.

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      1. Purtroppo non conosco le città in oriente ma quando si potrà viaggiare rimedierò. Negli Stati Uniti San Francisco e New Orleans mi hanno catturata. Non tanto per il mito che rappresentano, sono luoghi contraddittori, forti. La prima con le sue strade a strapiombo, le sue start up miliardarie e i senzatetto. La seconda invece seduce la parte più nera che possiedi, ti chiede di guardare in faccia i tuoi demoni e farci l’amore. Ci si può davvero perdere.

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      2. Ecco…adesso voglio vedere anch’io San Francesco e New Orleans!!!
        Sull’Oriente, Benares è la città indiana che amo di più, in assoluto, ma ce ne sono altre al sud in cui perdersi per ritrovarsi. E poi c’è il Giappone che non conosco ma che vorrei visitare. Ci aggiorneremo quando si potrà ricominciare a viaggiare. Ciao Bologna!

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