[scent of a woman]

Riconosco la silhouette minuta, i capelli ricci e quel nasino alla francese che punta all’insù.

Cammino verso di lei, col cuore leggero, ché da mesi non esce di casa, non perché non può, no, lei non vuole, non si sente bene con se stessa, figuriamoci col mondo.

Il respiro sollevato e i passi giocosi mi suggeriscono che è stato il bianco, sì, la luce morbida della neve che trasforma la normalità in bellezza, a spingerla fuori della sua tana.

Lei, avverte il movimento e si volta e sussurra -eccitata come una bambina- lo senti il profumo degli alberi in fiore?


Avrei potuto titolare diversamente, ma la mente elabora associazioni strane, forse è stata la femminea neve a ricordarmi la grazia dell’imbarazzo, poi disciolto, della donna del film, a suggerire la parole, a farmi sentire la musica e il profumo dei fiori a forma di cristalli, chissà…

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