Attilio entra nella stanza che un tempo era una stalla, un ricovero attrezzi, un laboratorio d’idee, poi altro che non ricorda più.

Vede quelle due farfalle.

La linea della bocca piega leggermente in su a sinistra, il sopracciglio si inarca a formare una falce di luna con la guancia e le labbra.

Poi lascia andare i ricordi, sorride appagato.

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